È un’ atmosfera magica quella che
avvolge il mondo delle spezie. I profumi e i sapori di queste
essenze
trasformano i piatti più semplici in un veicolo capace di condurre la nostra fantasia in luoghi esotici e lontani,
tra bazar colorati e suoni orientali.
Accomodiamoci dunque sul comodo e colorato tappeto volante delle spezie lasciandoci trasportare in questo magico mondo.
trasformano i piatti più semplici in un veicolo capace di condurre la nostra fantasia in luoghi esotici e lontani,
tra bazar colorati e suoni orientali.
Accomodiamoci dunque sul comodo e colorato tappeto volante delle spezie lasciandoci trasportare in questo magico mondo.
Cerchiamo subito di fare chiarezza;
molte volte si è abituati a confondere le spezie con gli aromi, per evitare
questo problema dobbiamo anzitutto fare un distinguo:le spezie sono di norma le sostanze
ricavate da alcune varietà di piante aromatiche, provenienti per lo più da paesi
tropicali. Di queste si utilizzano parti diverse secondo il tipo di spezia che
si desidera ottenere: la corteccia (per la cannella), i bottoni floreali (dei
chiodi di garofano), gli stimmi (per lo zafferano), i semi (per il
pepe).Gli
aromi, definiti anche erbe aromatiche, sono considerati le erbe o verdure
(foglie e steli) generalmente coltivate negli orti ma presenti anche allo stato
selvatico, normalmente consumate fresche durante la primavera e l’estate, ma
reperibili anche da serra. Di queste fanno parte il basilico, il cerfoglio, il
coriandolo, il dragoncello, il prezzemolo, il rosmarino, la salvia, il timo.
Ecc…
Un pò di storia
La loro storia si perde nella notte dei tempi, partendo dalle popolazioni primitive, che iniziarono a scoprire le loro proprietà antimicrobiche, intuendo soprattutto la capacità di rallentare i processi di decomposizione consentendo una migliore conservazione dei cibi. L’aroma e il profumo hanno la capacità di condurci in paradisi lontani, ma non era di certo la loro natura edonistica che le rendeva così ricercate, bensì la necessità di coprire con aromi penetranti i difetti di conservazione dei cibi. Oltre a ciò, si deve ricordare che sia nel Medioevo, sia nel Rinascimento, non erano ancora noti né il the, né il caffè e nemmeno cacao e tabacco. Mentre l’acquavite era utilizzata solo come medicinale, va da sé, che le spezie essendo i soli alimenti eccitanti conosciuti diventarono molto ricercati. C’è da dire poi che le spezie erano merce preziosissima, pagata a peso d’oro da re, faraoni e imperatori ecco quindi affiorare un altro motivo di questa passione, l’importanza e l’immagine che era attribuita a chi di norma, alla fine del pranzo, usava distribuire agli invitati chiodi di garofano, coriandolo, zenzero magari racchiusi in piccoli pacchettini.
La cucina italiana odierna non ha conservato l’uso di molte spezie, ed è in ogni caso soltanto dalla seconda metà dell’ Ottocento che si assiste, sia nella cucina professionale sia familiare, ad una graduale sostituzione delle stesse con le erbe aromatiche.
La loro storia si perde nella notte dei tempi, partendo dalle popolazioni primitive, che iniziarono a scoprire le loro proprietà antimicrobiche, intuendo soprattutto la capacità di rallentare i processi di decomposizione consentendo una migliore conservazione dei cibi. L’aroma e il profumo hanno la capacità di condurci in paradisi lontani, ma non era di certo la loro natura edonistica che le rendeva così ricercate, bensì la necessità di coprire con aromi penetranti i difetti di conservazione dei cibi. Oltre a ciò, si deve ricordare che sia nel Medioevo, sia nel Rinascimento, non erano ancora noti né il the, né il caffè e nemmeno cacao e tabacco. Mentre l’acquavite era utilizzata solo come medicinale, va da sé, che le spezie essendo i soli alimenti eccitanti conosciuti diventarono molto ricercati. C’è da dire poi che le spezie erano merce preziosissima, pagata a peso d’oro da re, faraoni e imperatori ecco quindi affiorare un altro motivo di questa passione, l’importanza e l’immagine che era attribuita a chi di norma, alla fine del pranzo, usava distribuire agli invitati chiodi di garofano, coriandolo, zenzero magari racchiusi in piccoli pacchettini.
La cucina italiana odierna non ha conservato l’uso di molte spezie, ed è in ogni caso soltanto dalla seconda metà dell’ Ottocento che si assiste, sia nella cucina professionale sia familiare, ad una graduale sostituzione delle stesse con le erbe aromatiche.
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